Il legno rappresenta in qualche modo la sacralità della terra.
È vita che passa nelle spire sotto la corteccia, è l’anima intrisa di linfa che scorre fino
all’ultima foglia dalle radici profonde inumidite della terra. Tra la famiglia Tonin e il legno
c’è un legame profondo quanto tra le spire e la terra. Dal 1860 nella terra trevigiana le
mani sapienti di molte generazioni hanno modellato i legno secondo gli usi di cui hanno
avuto necessità altre generazioni di famiglie venete.
Questa è la storia di un connubio, raccontata dalla famiglia Tonin che oggi,
insieme ai suoi collaboratori, conduce la ditta Tonin Ampelio & C., un’antica
azienda che si occupa di legnami, che abita nel cuore della Marca e che
rappresenta una delle eccellenze del Nordest. Si diceva una storia antica,
che ha saputo negli anni modellarsi secondo le nuove e crescenti esigenze
del mercato. In realtà la qualità è insita nella memoria storica delle loro
lavorazioni di materiali come la travatura uso Trieste e uso Fiume, segati
che vengono ricavati dai tronchi di legno d’abete rosso e bianco,
piallati/asciati sui quattro lati paralleli e non, che mantengono i caratteristici
bordi smussati per tutta la lunghezza e le travi massicce a spigolo vivo.
Poi verso la fine degli anni ’80 il lamellare, il bilama, il kvh, i morali, i listoni,
i pannelli, i semilavorati per carpenteria e falegnameria in genere.
É dal 1958 che questa azienda ha iniziato il vero e proprio commercio e
lavorazione del legname nell’attuale sede di Montebelluna, dove il fondatore
Ampelio Tonin, la moglie e le giovanissime figlie Brunella e Piera vi si sono
trasferite dopo aver gestito una segheria dal 1946 a Cima Gogna nel Cadore
portando avanti, quindi, le esperienze precedenti e adattandole alle nuove
esigenze dei mercati in crescita. Era il boom dell’Italia post bellica, e oggi
questa azienda è uno dei centri di qualità del proprio settore.